Massacro di neri da parte dei “ribelli democratici”. Investig’Action aveva incontrato le vittime

La Associated Press ha annunciato freddamente il massacro di un gruppo di neri che si trovavano in un gruppo di tende davanti alla residenza presidenziale libica. Decine di corpi senza vita sono state ritrovate con le mani legate dietro la schiena. L’agenzia stampa precisa che non si trattava di combattenti. Michel Collon e la delegazione che aveva visitato Tripoli nel mese di gennaio aveva incontrato quelle persone, che amavano la Libia.

MICHEL COLLON :
“Ho incontrato quelle persone durante la mia missione a Tripoli. Ho potuto parlare con alcuni di loro. Non erano affatto ‘mercenari’ come affermano i ribelli e certi media. C’erano dei libici dalla pelle nera (come in effetti una larga parte della popolazione del paese); gli altri erano dei civili venuti da paesi dell’Africa nera e vivevano a Tripoli da molto tempo. Tutto sostenevano Gheddafi proprio perché si opponeva al razzismo e trattava con eguaglianza africani e arabi.
Al contrario dei “ribelli” di Bengazi, conosciuti per il loro razzismo contro i neri e che si sono resi colpevoli di atrocità spaventose e sistematiche fin dai primi giorni della guerra. Il paradosso è che la Nato sostiene di voler portare la democrazia eppure si allea a una sezione libica di Al Qaeda e a razzisti tipo il Ku Klux Klan!”.
Tutto il gruppo di Investig'Action è sconvolto da questa notizia.
 
 

Simon de Neer, di Investig’Action, nell’accampamento
 
Mohamed Hassan, specialista di Africa, con un capo africano. Leggere la sua intervista a proposito della missione a Tripoli.
 
 
 
Tony Busselen, giornalista del settimanale Solidaire, aveva participato alla stesa missione, poche settimane fa:
 
“Le nostre foto mostrano che queste persone erano civili disarmati, e c’erano anche molte donne e bambini. Ho parlato con loro, erano molto attivi contro la guerra e non capivano cosa volesse l’Europa”.
Mi dicevano: “Ma qui, il paese va bene, la situazione è molto meglio di quella africana, noi ci stiamo bvene e la Nato viene a bombardarci! E’ incomprensibile”. Erano molto motivati a difendere la Libia perché potevano fare un confronto con il loro paese d’origine.
E’ davvero barbaro massacrare persone disarmate legando loro le mani sul dorso. Erano persone semplici, lavoratori venuti a difendere la loro nuova patria. C’è davvero il terrore adesso. Ho visto foto delle stesse atrocità compiute a Bengasi dai “ribelli”, che davvero praticano un regime di terrore. Quando vedo a Tripoli delle persone che plaudono ai “ribelli”, mi dico che, semplicemente, sono terrorizzati. Questo ha portato la Nato: il terrore.



Un mercenario?

 
Dove sono ora queste donne e questi bambini?
Presto pubblicheremo le testimonianze di queste persone.


Dalla Reuters: che osa dire che non si sa ancora chi abbia perpetrato questo massacro.
 
 
 
 
Le foto successive provengono da un conto facebook di sostenitori del Cnt. I luoghi e le date sono difficilmente definibili. Ma quel che è certo, è che gli uomini arrestati non sono combattenti e sono minacciati, o magari sono già stati assassinati. Tutto questo grazie all’Onu, alla Nato, ai parlamentari europei e al loro sinistro inviato speciale Bernard-Henri Levy: il pretesto? Proteggere la popolazione e instaurare la democrazia.
 
 
Ma come poteva quest’uomo reggere un’arma con un braccio ingessato?

Fonte : www.investigaction.net
Bab-al-AziziyahLibia
Traduzione di Marinella Correggia