Brasile : battere lo stratagemma Bolsonaro

Il Brasile sta attraversando un momento storico decisivo, cominciato già con il colpo di stato del 2016 con la destituzione di Dilma. Non a caso, impedire a Lula di correre era la strada logica verso una deriva estremista.

Dopo aver eliminato l’ostacolo rappresentato dal PT e dal suo candidato, che in pochi anni ha tolto 30 milioni di brasiliani dalla povertà, è stato necessario consolidare un sistema politico con basi sociali molto fragili. La fase attuale consiste quindi nel formare un nuovo governo ancora più antidemocratico di quello di Temer! Come? Legittimandolo attraverso le regole della democrazia formale. E grazie in particolare alle ingerenze statunitensi. Infatti, la strategia elettorale di Jair Bolsonaro ha potuto contare sui buoni consigli di Steve Bannon, che, non dimentichiamolo, è uno dei responsabili del caso Cambridge Analytica che ha portato all’elezione di Donald Trump. Di fronte a una tale spirale di media e notizie false, denunciare la minaccia di un fascista brasiliano, “il nuovo Hitler”, non è sufficiente. L’ultimo messaggio di Lula dalla sua cella, “nel conflitto tra civiltà e barbarie, tutti devono scegliere da che parte stare”, non ha avuto l’effetto desiderato al primo turno delle elezioni presidenziali. Il ricordo della dittatura è lontano per il popolo brasiliano…..

Infatti, il processo che il Brasile sta attraversando da anni, con il ruolo oscuro del giudice Sérgio Moro nell’operazione Lava Jato, la destituzione di Dilma, la prigionia di Lula e la strategia elettorale di Bolsonaro, ha lo stesso filo conduttore: la perdita della sovranità nazionale di un Paese strategico e l’ingerenza degli Stati Uniti per ristabilire la propria sfera di influenza. Si tratta anche di contrastare l’integrazione regionale sviluppata nell’ulitmo decennio di governi progressisti e incarnata da istituzioni come il CELAC o l’UNASUR. Secondo Manuel Pichardo, scrittore dominicano ed ex presidente del Parlamento centroamericano (PARLACEN), qualche anno fa la destra latinoamericana ha lanciato il “Piano Atlanta” per porre fine alle carriere di leader progressisti come Glas o Lula, mediatizzando accuse di corruzione e procedimenti giudiziari. I nuovi colpi di Stato “soft” devono essere affrontati dai popoli invocando la loro creatività. Come ha detto José Marti, il loro piano deve essere contrastato da un altro piano.

Ora che si avvicina il momento del secondo turno, il popolo brasiliano deve scegliere tra due Brasile: quello dal basso, con la ricostruzione della sovranità popolare, lo sviluppo economico e la tutela dei diritti sociali. O quello dall’alto, con le “privatizzazioni, concessioni e smobilitazioni. Abbiamo tutto da vendere”, come ha detto a Chicago il consulente economico di Bolsonaro Paulo Guedes.

Fonte : Investig’Action, Le Journal de Notre Amérique, ottobre 2018